Il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è un complesso sistema endogeno di comunica­zione tra cellule. Esso è composto da recettori cannabinoidi, i loro ligan­di endogeni (gli endocannabinoidi) e le proteine coinvolte nel metabolismo e nel trasporto degli endocannabinoidi. Questo sistema è di grande importanza per il normale funzionamento dell’organismo.

Il sistema endocannabinoide prende il suo nome dalla pianta di cannabis poiché alcuni fitocannabinoidi in essa presenti, tra cui il THC, mimano gli effetti degli endocannabinoidi legandosi ai medesimi recettori.

In base alla localizzazione dei recettori cannabinoidi nell’organismo, è stato ipotizzato che il sistema en­docannabinoide sia coinvolto in un gran numero di processi fisiologici tra i quali il controllo motorio, la memoria e l’apprendimento, la percezione del dolore, la regolazione dell’equilibrio energetico, e in com­portamenti come l’assunzione di cibo (Ameri 1999, Di Marzo 1998). Altre funzioni del sistema endocannabinoide, nella normale fisiologia, potrebbero essere correlate alle funzioni endocrine, alle risposte vascolari, alla modula­zione del sistema immunitario, alla neuroprotezione (Correa et al. 2005, Van der Stelt & Di Marzo 2005, Wang et al. 2006, Idris et al. 2005, De Oliveira Al­vares et al. 2006, Arenos et al. 2006, Mikics et al. 2006, Guindon et al. 2006).

La struttura chimica dei principali ligandi endogeni per i recettori dei cannabinoidi:

I recettori cannabinoidi

Il corpo umano possiede specifici siti di legame per i cannabinoidi, distribu­iti sulla superficie di molti tipi di cellule. Il nostro organismo produce i loro ligandi endogeni, chiamati endocannabinoidi, i quali si legano proprio ai recettori cannabinoidi (CB), attivandoli.

I recettori cannabinoidi hanno differenti meccanismi di distribuzione nei tessuti e di segnalazione. I CB1 sono tra i più abbondanti e ampiamente di­stribuiti nell’encefalo. Si trovano principalmente sulle cellule nervose (neuroni) del Sistema Nervoso Centrale (oltre che nell’encefalo quindi, anche nel midollo spinale). A livello dell’encefalo, la distribuzione dei CB1 è particolarmente marcata nelle regioni responsabili della coordinazione motoria e del movi­mento, dell’attenzione e delle funzioni cognitive complesse come il giudizio, dell’apprendimento, della memoria e delle emozioni (Bie­gon & Kerman 2001, Glass et al. 1997, Herkenham et al. 1990, Maileux et al. 1992, Pettit et al. 1998).

I recettori CB1 sono presenti in minor quantità anche in alcuni organi e tes­suti periferici tra cui ghiandole endocrine, ghiandole salivari, leucociti, milza, cuore e parte dell’apparato riproduttivo, urinario e gastrointestinale. A differenza dei CB1 invece, i recettori CB2 sono espressi principalmente a li­vello periferico. Sono presenti prevalentemente nelle cellule immunocompe­tenti, tra cui i leucociti, la milza e le tonsille, il midollo osseo ematopoietico ma anche nel pancreas. Recentemente sono stati identificati anche nel SNC, pur se a basse concentrazioni (Van Sickle et al. 2005), in particolare sulle cellule gliali e microgliali.

Il ruolo dei recettori cannabinoidi è essenzialmente quello di regolare il rila­scio di altri messaggeri chimici. I recettori CB1 interferiscono con il rilascio di alcuni neurotrasmettitori e la loro attivazione protegge il SNC dalla sovrasti­molazione o dalla sovrainibizione prodotta da altri neurotrasmettitori.

I recettori CB2, invece, svolgono prevalentemente un’azione periferica con attività immunomodulatoria. Nel sistema immunitario, infatti, una delle fun­zioni dei recettori cannabinoidi è la modulazione del rilascio di citochine, molecole proteiche responsabili della regolazione della funzione immune e delle risposte infiammatorie.

I mammiferi, gli uccelli, i rettili e i pesci tutti contengono endocannabinoidi che sono prodotti da i loro organismi. Questi sono costituiti da un THC “naturale” chiamato anandamide. Tecnicamente, l’anandamide (Ananda = beatitudine interiore in sanscrito + amide = tipo chimico) è un neurotrasmettitore composto naturale che circola nel nostro organismo. Sia il THC che l’anandamide agiscono attraverso i recettori dei cannabinoidi posti sulle cellule del nostro organismo e hanno un effetto simile su dolore, appetito e memoria. I recettori sono semplicemente proteine di sorveglianza che si trovano nelle cellule che dirigono i segnali chimici dall’esterno delle molecole alle cellule, dicendo loro cosa fare, come una sorta di controllore aereo delle nostre cellule, ma queste comunicazioni si verificano solo dopo che una molecola o un composto si lega a loro. Una molecola che si lega a un recettore si chiama ligando e i recettori sono molto specifici a livello di cosa si possa legare a loro e solo determinati composti si legheranno a ogni tipo di recettore. E’ come un lucchetto e una chiave: solo determinate chiavi aprono delle porte specifiche e quando la porta è aperta, si ha un passaggio. Nel caso dei recettori, si tratta di un passaggio per un segnale direzionale. Una sola cellula può avere vari tipi di recettori attaccati a essa che hanno lo scopo di comunicare con vari composti.

I cannabinoidi influiscono sul nostro organismo perché questo contiene i suddetti recettori, fatti per legarsi a specifiche molecole dei cannabinoidi. Il cervello umano in effetti contiene più recettori dei cannabinoidi di qualsiasi altro recettore accoppiato a proteine G!Le nostre cellule che contengono così tanti recettori che si legano specificamente al THC e il fatto che il nostro organismo produca la sua forma di “THC naturale” (anandamide), per quanto in concentrazioni molto basse, ha senso nello spiegare perché gli essere umani sono così attratti da questa pianta. Non c’è nulla di non naturale nel modo in cui il nostro organismo utilizza i cannabinoidi e la marijuana si sta dimostrando molto efficace come rimedio naturale e dovrebbe essere disponibile per i pazienti che ne hanno bisogno.

Finora ci sono solo due recettori dei cannabinoidi noti nel nostro organismo che si legano con il THC: i recettori CB1 che si trovano nel cervello e nel sistema nervoso centrale e i recettori CB2 che si trovano in tutto il corpo, soprattutto nel sistema immunitario. A parte i cannabinoidi che si trovano nella cannabis (che naturalmente sono i più potenti) e quelli che produce naturalmente il nostro organismo, ci sono molte altre sostanze che agiscono lievemente sul nostro sistema endocannabinoide interno, come: Echinacea, turmerico, pepe nero, cacao, ecc. Si è scoperto che queste e altre sostanze si legano con gli stessi recettori dei cannabinoidi.

Fonti: Soft Secret, anno: 2014, n.2; Dipartimento Politiche Antidroga

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